Centro di informazione, documentazione e orientamento per l'autonomia, l'indipendenza e l'inclusione delle persone con disabilità
nella Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 14 novembre 2022, n. 16, art. 12, comma 4 e ss.mm.i.).
Nel recente articolo pubblicato da FISH – Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e le Loro Famiglie si analizzano i passi avanti del nuovo Piano Strategico Nazionale sulla violenza contro le donne e la violenza domestica 2025‑2027, così come l’azione dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, nel riconoscere le donne con disabilità come destinatari espliciti di politiche antiviolenza. Il Piano, approvato a settembre 2025, premia il merito di aver incluso la disabilità come criterio esplicito nei suoi assi — prevenzione, protezione e sostegno, perseguire e punire, assistenza e promozione — oltre alla cooperazione internazionale. Un documento preparato anche grazie al lavoro del Gruppo di Lavoro “straordinario” sulla violenza di genere dell’Osservatorio, che aveva indicato linee concrete quali: garantire accessibilità della comunicazione e informazione; stabilire standard minimi per centri antiviolenza e case-rifugio; promuovere formazione specifica per operatrici e operatori. Tuttavia, l’articolo evidenzia che restano criticità sostanziali: in primo luogo, la mancanza di dati disaggregati per genere e disabilità impedisce la rilevazione precisa dell’impatto reale delle misure. In secondo luogo, la disabilità non è stata ancora integrata in modo trasversale in tutti gli assi del Piano: ad esempio nell’asse “Perseguire e punire” mancano riferimenti chiari alle barriere che le donne con disabilità affrontano nell’accesso alla giustizia, e nell’asse “Assistenza e promozione” non è garantito che tutti i servizi finanziati rispettino requisiti di accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva. In sintesi: il Piano rappresenta un avanzamento importante, perché riconosce formalmente le donne con disabilità come soggetti di tutela specialistica, ma il successo dipenderà dalla capacità di tradurre questa volontà in azioni concrete, monitorabili e realmente inclusive. Come sottolinea l’articolo, senza dati adeguati e senza politiche che annullino le barriere strutturali, “il rischio è che molte delle barriere che queste donne incontrano restino ancora invisibili”.
Fonte: Superando.it