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Le alterazioni sensoriali nell’autismo: il tatto - 02/02/2024

Il 60,9% delle persone con disturbo dello spettro autistico ha un’alterata sensibilità tattile e una soglia di reazione più bassa alla vibrazione e al dolore termico.

 

Uno dei ruoli del nostro sistema tattile è quello di svolgere una funzione protettiva che ci allerta quando qualcosa è spiacevole o pericoloso. Tutti gli esseri umani reagiscono al pericolo fuggendo o aggredendo. Il 60,9% delle persone con disturbo dello spettro autistico ha un’alterata sensibilità tattile e una soglia di reazione più bassa alla vibrazione e al dolore termico. Ecco dunque cosa si intende per “Difesa Tattile”: i bambini con autismo percepiscono alcune delle sensazioni tattili  come spiacevoli o minacciose e reagiscono con una risposta di “lotta o fuga” o molto più spesso isolandosi.

 

Il termine Difesa Tattile infatti si riferisce a un pattern di risposte comportamentali ed emotive, che sono avverse, negative e sproporzionate, ad alcuni tipi di stimoli tattili che la maggior parte delle persone non percepirebbe come nocivo. I bambini autistici possono reagire piagnucolando, attaccando (fight) o scappando (flight). Come se non bastasse oltre questo “mal funzionamento del sistema tattile” esiste poi la solita ipo o ipersensibilità. Nell’iposensibilità tattile il bambino tende a ricercare le sensazioni tattili: potrebbe voler toccare tutto e tutti piuttosto che soffrire i cambi di temperatura. Potrebbe avere comportamenti di stimming autolesionistici (morsi o pizzicotti) e non accorgersi dell’intensità delle sue azioni o dell’intensità del dolore o delle temperature.

 

Nell’ ipersensibilità tattile invece la persona nello spettro dell’autismo non è in grado di regolare le sensazioni fastidiose che gli piovono addosso sotto forma di abiti scomodi, contatti indesiderati con altre persone (gli abbracci possono essere come una tortura) e consistenze sgradevoli di cosa da toccare o mangiare. I bambini con autismo potrebbero ad esempio sfuggire agli abbracci tanto quanto disperarsi per il taglio dei capelli o fare lo shampoo.  Le etichette dei vestiti o i bottoni o magari le cerniere diventare una distrazione costante.  L’iper-responsività sensoriale, in particolare uditiva e tattile, è stata associata a elevati livelli di ansia nella popolazione generale. Tale correlazione risulta ancor più evidente e significativa nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico, in cui gli individui (sia bambini che adulti, sia a basso che alto funzionamento) con marcate alterazioni di modulazione della risposta sensoriale presentavano più sintomi ansiosi e depressivi, rispetto a quelli con sensorialità conservata.

Fonte: superabile