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Istat: indagine territoriale su rischio povertà - 09/05/2024

Nel 2022, il reddito totale delle famiglie più abbienti è 5,3 volte quello delle famiglie più povere (era 5,6 nel 2021). Lo rileva l’Istat in una indagine sulla popolazione a rischio povertà che risulta comunque diminuire. Ma resta un 22,8% della popolazione italiana che è a rischio di povertà o esclusione sociale: valore in calo rispetto al 2022 (24,4%) a fronte di una riduzione della quota di popolazione a rischio di povertà, che si attesta al 18,9% (da 20,1% dell'anno precedente), e di un lieve aumento della popolazione in condizione di grave deprivazione materiale e sociale (4,7% rispetto al 4,5%).

 

Inoltre si osserva che il 50% delle famiglie residenti in Italia ha un reddito non superiore a 28.865 euro (2.405 euro al mese), con una crescita del 7% in termini nominali rispetto al 2021 (26.979 euro, 2.248 euro mensili).

 

Le famiglie del Nord-est dispongono del reddito mediano più elevato (33.568 euro), seguite da quelle del Nord-ovest, del Centro e del Mezzogiorno, con livelli di reddito inferiori rispettivamente del 6%, del 9% e del 28% rispetto a quello del Nord-est. Il reddito mediano varia in misura significativa anche in base alla tipologia familiare.

 

Il livello di reddito mediano delle famiglie con stranieri è inferiore di 6.400 euro rispetto a quello delle famiglie composte solo da italiani. Le differenze relative si accentuano passando dal Nord al Mezzogiorno, dove il reddito mediano delle famiglie con almeno uno straniero è pari al 60% di quello delle famiglie di soli italiani.
Infine l'Istat da maggio ad ottobre 2024 conduce una nuova Indagine sulle famiglie degli studenti con disabilità che coinvolge i nuclei con bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni, con e senza disabilità.

 

L'indagine Istat "nasce per ottemperare alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e alle leggi italiane di ratifica ed esecuzione della Convenzione, con particolare riferimento all'articolo 7, che è specificatamente dedicato ai minori con disabilità".
"Lo scopo - prosegue l'Istat - è quello di acquisire informazioni relative sia ai livelli d'inclusione scolastica e partecipazione sociale dei ragazzi con disabilità sia alle difficoltà delle famiglie in termini di accesso ai servizi sociali e di conciliazione del lavoro con la cura del minore con disabilità. L'indagine si estende anche alle famiglie dei ragazzi senza disabilità per cogliere eventuali differenze nei livelli di partecipazione e inclusione sociale".



https://www.istat.it/it/archivio/296848

 

Fonte www.regione.it