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nella Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 14 novembre 2022, n. 16, art. 12, comma 4 e ss.mm.i.).

Educatore “di plesso”: attenzione a non sacrificare l’inclusione - 16/09/2025

Ogni inizio di anno scolastico rappresenta un momento delicato per le famiglie di bambini e ragazzi con disabilità. Spesso, infatti, l’attivazione dei servizi di supporto avviene con lentezza, creando incertezze e difficoltà nella quotidianità scolastica.

Tra le figure fondamentali per l’inclusione vi sono gli assistenti educativi scolastici (Aes), professionisti che sostengono lo sviluppo delle autonomie sociali e relazionali degli alunni, favorendo la comunicazione e la partecipazione alla vita della classe. Il loro ruolo è cruciale per garantire che il percorso di ciascun ragazzo con disabilità sia realmente personalizzato, come previsto dalla legge.

Negli ultimi mesi, a fronte della crescente carenza di educatori, alcune scuole hanno introdotto modelli organizzativi che prevedono un unico “educatore di plesso”: una sola figura chiamata a seguire più studenti con disabilità all’interno dello stesso istituto.
In teoria, questa impostazione potrebbe avere senso solo se inserita in progetti specifici, coordinati e coerenti con il Piano educativo individualizzato (PEI) di ciascun alunno. Diversamente, il rischio è che si riducano le ore di assistenza, si perda la personalizzazione e si arrivi a forme di discriminazione.

Due sono le situazioni critiche a cui le famiglie devono prestare particolare attenzione:

  • raggruppare gli alunni con disabilità al di fuori della classe, separandoli sistematicamente dai compagni;

  • ridurre le ore di assistenza educativa per consentire a un solo educatore di gestire più studenti.

Queste pratiche non rispettano i principi dell’inclusione scolastica e rischiano di trasformare un diritto in un compromesso organizzativo o economico.

Ricordiamo che il diritto all’assistenza per l’autonomia è sancito dalla Legge 104/1992 (art. 13) e ribadito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (art. 24, Legge 18/2009). Ogni studente ha diritto a un intervento personalizzato, costruito sul proprio PEI, non standardizzato né “a pacchetto”.

Se vi trovate di fronte a situazioni che potrebbero configurarsi come discriminazioni – ore ridotte, attività separanti o educatori assegnati in modo improprio – potete rivolgervi al Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di LEDHA.

Scrivete a: antidiscriminazione@ledha.it
Chiamate lo 02-6570425 (dal martedì al giovedì, ore 9.30-13.00).