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nella Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 14 novembre 2022, n. 16, art. 12, comma 4 e ss.mm.i.).

Autismo: l’importanza dell’intervento precoce - 12/05/2026

L’Associazione per la ricerca sull’autismo Cimadori (APRI) ha diffuso un documento che sottolinea l'efficacia degli interventi educativi avviati nella primissima infanzia. Modelli come l'Early Start Denver Model (ESDM) e studi recenti confermano che agire precocemente, anche nel primo anno di vita e in ambiente domestico con i genitori, produce miglioramenti significativi nelle abilità socio-comunicative dei bambini.

Secondo l'associazione e parte della comunità scientifica, l'abilitazione personalizzata può iniziare subito dopo l'identificazione dei primi segnali di difficoltà, senza dover attendere una diagnosi formale di autismo. Prima dei tre anni è infatti opportuno parlare di "rischio di diagnosi" per mantenere una necessaria prudenza clinica.

Il punto più critico evidenziato dal comunicato riguarda l'uso dei farmaci. L'associazione esprime forte preoccupazione per le nuove Linee Guida ISS 2025, che suggeriscono l’impiego di farmaci "D2 bloccanti" (antipsicotici) per bambini e adolescenti con disturbi dello spettro autistico. APRI avverte che una diagnosi precoce non deve diventare la strada per prescrizioni farmacologiche inappropriate, specialmente in assenza di chiari limiti di età o durata del trattamento.

Per queste ragioni, è stata promossa una petizione al Ministero della Salute, che ha già raccolto oltre 25.000 firme, per chiedere la cancellazione di tale suggerimento farmacologico dalle linee guida nazionali. L'obiettivo è rimettere al centro interventi psicoeducativi tempestivi e personalizzati in ambienti di vita naturali.