Centro di informazione, documentazione e orientamento per l'autonomia, l'indipendenza e l'inclusione delle persone con disabilità 

nella Regione Friuli Venezia Giulia (L.R. 14 novembre 2022, n. 16, art. 12, comma 4 e ss.mm.i.).

Agli Internazionali di Roma torna il wheelchair tennis. Arca: "Godetevi lo spettacolo" - 17/05/2024

Tornano dopo cinque anni al Foro Italico di Roma gli Internazionali Bnl d'Italia di wheelchair tennis. Sarà in fondo come una prima volta per il torneo, che rientra nell'Uniqlo Wheelchair Tennis Tour, il circuito internazionale sotto l'egida dell'ITF, nella categoria 'ITF 1 Series'. Si tratta della terza per importanza dopo gli Slam e i Super Series, equiparabili ai Masters 1000 o ai WTA 1000. L'edizione 2024, in programma dal 17 al 19 maggio, durante il weekend conclusivo degli Internazionali Bnl d'Italia, è infatti per la prima volta combined con un tabellone maschile e uno femminile. Prestigioso il montepremi, 70 mila dollari, il più alto dopo gli Slam fra i tornei dell'Uniqlo Wheelchair Tennis Tour, eguagliato solo dal French Riviera Open, Super Series in programma a Biot, in Francia, dall'11 al 16 giugno.

In singolare maschile l'Italia potrà contare su Luca Arca, numero 31 del mondo questa settimana, che nel 2024 ha vinto due titoli dell'ITF Futures Series a Spalato e Casablanca. Arca esordirà contro il belga Joachim Gerard con la prospettiva di incontrare al secondo turno, ovvero i quarti di finale, l'argentino Gustavo Fernandez, testa di serie numero 2.

Numero 1 d'Italia, Arca ha già giocato al Foro Italico gli Internazionali Bnl di wheelchair nel 2014 e 2015, sempre grazie a una wild card, così come quest'anno. "Nonostante la mia classifica non sono riuscito a entrare a Roma perché è un ITF 1 e ha un montepremi molto alto che i top 10 non si sono fatto scappare. L'unico problema per noi è non far parte dell'ATP, se così fosse sarebbe tutto diverso".

Sardo nato a Bono, promessa della locale squadra di calcio prima che un incidente automobilistico gli cambiasse la vita per sempre, ha avviato una seconda carriera nel wheelchair tennis ed è pronto ad emozionare anche il pubblico del Foro Italico. "Ho iniziato nel 2012 dopo un incidente e ho ottenuto subito buoni risultati" racconta in una intervista sul sito ufficiale degli Internazionali. Per i tifosi che in quei giorni saranno a Roma Luca Arca ha un messaggio importante: "A loro dico solo di sedersi e godersi la partita, senza meravigliarsi. Guardate il wheelchair tennis non come qualcosa di diverso".

 

- Giocare in una cornice così importante che effetto fa?

'In passato mi era capitato di giocare sempre su un campo dove poi si sarebbero dovuti allenare Nadal, Serena Williams, Djokovic: c'era il mondo a guardarmi e un po' di soggezione c'era. Non capita così spesso di avere così tanto pubblico, è tutto completamente diverso perché solo pochi tornei sono combined. Una ventina di giorni fa abbiamo giocato un torneo durante il 250 di Monaco di Baviera, e quello che succede è molto diverso da quello che accade di solito nei tornei del nostro tour dove i montepremi totali, da dividere per tutti, arrivano magari a 70 mila dollari per i Super Series'.

 

- Sta cambiando la percezione di organizzatori e pubblico verso il wheelchair tennis?

'Sì, c'è sicuramente un livello più alto. Anche se i Top 10 sono davvero forti, sono di una categoria superiore rispetto a me che sono 31 questa settimana, i primi 70 80 sono tutti buonissimi giocatori per cui ti trovi a fronteggiare partite complicate già nei primi turni di tornei piccoli. quello che potrebbe far esplodere sarebbe una maggiore visibilità ed entrare in ATP e WTA. Ci sono comunque tante esibizioni, molti organizzatori si stanno appoggiando ai tornei più grossi o ai challenger. Per esempio l'anno scorso ho vinto a Umago durante l'ATP 250 e quest'anno a Spalato durante un Challenger 75. Sta iniziando ad esserci tanto interesse anche perché stanno girando più soldi per quanto oggi nel tennis in carrozzina campi se sei nei primi 16 del mondo ed entri a giocare gli Slam, che non riesco a capire perché non si allarghino almeno a 32'.

Continua l'intervista a Luca Arca:

 

- Cosa può servire al wheelchair spazi di visibilità maggiori?

'Servirebbe intanto vederlo come una cosa identica alle altre. Certo, c'è la carrozzina ma quando vedi partite di alto livello ti rendi conto che a livello di tennis ti prende tanto e che c'è tanto lavoro dietro'.

 

- Con quali occhi vorrebbe che i tifosi guardino le vostre partite, con quali sensazioni ti piacerebbe tornassero a casa?

'Mi piacerebbe che guardino i match senza meravigliarsi, senza la classica cosa all'italiana 'oh guarda che bravo, cosa riesce a fare con la carrozzina'. Penso che a livello visivo il torneo, con tante persone a vederlo, possa suscitare tante emozioni. Anche e forse soprattutto in chi il tennis lo pratica già. Penso anche ai giocatori presenti a Roma. I top player hanno emozioni e modi di vedere le partite di tennis in carrozzina diversi, altrimenti Sinner non avrebbe fatto l'esibizione a Miami, Djokovic non si sarebbe interessato. Quello che direi ai tifosi comunque è: 'Sedetevi e godetevi la partita''.

 

- Oggi può essere anche più facile vista l'evoluzione del gioco che sta diventando sempre più veloce, sbaglio?

'No, con la palla che cammina alle velocità attuali è sempre meno frequente colpire dopo il secondo rimbalzo. Non vedi insomma una cosa noiosa, con la palla che non arriva mai'.

 

- Con la sua classifica, la qualificazione per le Paralimpiadi è molto probabile, per non dire quasi sicura. Era un suo obiettivo a inizio anno?

'L'anno di qualificazione è partito il 15 luglio 2023 e chiude il 14 luglio 2024. Vanno diretti i primi 32 della classifica, sempre tenendo conto del fatto che possono partecipare non più di 4 giocatori per nazione e oggi tra i primi 32 ci sono sei francesi e cinque giapponesi, per cui quei posti andranno a scalare. Diciamo che ora all'85-90% penso di essere già dentro. È un obiettivo che ci eravamo preposti io personalmente e la FITP che mi ha aiutato tantissimo, mi ha permesso di girare il mondo. Senza quello, solo con le mie risorse e le mie forze non so se sarei riuscito a fare questo percorso. Ma come tennista voglio soprattutto giocare gli Slam'.

Continua e si conclude l'intervista a Luca Arca:

 

- Come si è avvicinato al wheelchair tennis?

'A 15 anni ho avuto incidente in auto. Giocavo a calcio prima, non ho potuto continuare. Ho messo una protesi e ho iniziato con il tennis dopo meno di un anno in un circolo sotto casa. Giocavo contro il muro all'inizio, poi ho iniziato a prendere lezioni. Ho messo anche una protesi più sportiva, giocavo tornei e la D3 con il mio circolo. Mentre giocavo una partita di campionato a Stintino, vicino Sassari, il maestro di quella squadra dopo la partita mi ha parlato del wheelchair tennis che io non conoscevo. Da allora, dal 2012, ho avuto due sole pause. Ho lasciato una volta per qualche mese per motivi personali, ci sono quei momenti in cui non vuoi più fare una cosa, e un'altra durata da giugno 2022 a maggio 2023 per un infortunio. La mia fortuna è stata aver fatto qualche anno di tennis in piedi, per muovere la carrozzina ci vuole un po' per impararlo ma è un po' come il tennis in piedi: non si finisce mai di imparare'.

 

- C'è stato un momento in cui ha sentito che qualcosa è cambiato nella sua carriera?

'La fortuna è stata aver fatto da subito buoni risultati. non l'ho mai fatto, son sincero, all'inizio così costante e professionistica. lo faccio più ora che ho 30 anni e una testa diversa. so cosa mi serve. nel percorso di crescita servono incontri importanti come il mio con Giampaolo Coppo (tecnico espertissimo laureato in psicologia e filosofia che ha lavorato tra gli altri con Davide Sanguinetti, Vincenzo Santopadre, Francesca Schiavone, Tathiana Garbin) con cui ci vediamo abbastanza spesso. Quando hai un maestro di quella caratura che di tennis ne ha visto tanto e ha portato tanti giuocatori a fare risultati importanti, qualcosa di buono ci sarà'.

 

- È uno di quegli atleti che partecipa anche alla parte tecnica della progettazione della carrozzina?

'No, a livello meccanico continuo a non capirci nulla. A me interessa una qualsiasi cosa che viaggi abbastanza bene, poi al resto penso io'.

 

- Se ci fosse la possibilità di disputare un'esibizione al Foro con uno dei campioni in gara, con chi le piacerebbe giocare e perché?

'Per motivi di carrozzina siamo costretti a giocare il rovescio a una mano per cui ti direi Tsitsipas. a me poi piace solo il rovescio a una mano, dei bimani mi piaceva Nalbandian ma non credo che sia a Roma nei prossimi giorni. Non mi dispiacerebbe farne una con Sabalenka o Collins'.

 

Fonte www.redatoresociale.it